ViDA: cosa cambia per le imprese italiane nel 2028, 2030 e 2035

Di Kontevia TeamLettura di 6 min
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ViDA (VAT in the Digital Age) è il pacchetto europeo che porta l'IVA sulla fattura elettronica e sulla comunicazione digitale delle operazioni. È stato adottato dal Consiglio l'11 marzo 2025 ed è in vigore dal 14 aprile 2025. Per un'impresa italiana le tappe sono tre: 2028 per piattaforme e registrazione unica, 2030 per le fatture intra-UE, 2035 per l'allineamento dello SdI.

I tre pilastri del pacchetto

ViDA è composto dalla Direttiva (UE) 2025/516, dal Regolamento (UE) 2025/517 sulla cooperazione amministrativa e dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/518, pubblicati in Gazzetta ufficiale UE il 25 marzo 2025. Contiene tre blocchi:

  1. Obblighi di comunicazione digitale e fatturazione elettronica – la fattura strutturata diventa la regola per gli scambi B2B tra Paesi UE e i dati arrivano alle amministrazioni operazione per operazione.
  2. Economia delle piattaforme – le piattaforme di affitti brevi e trasporto passeggeri su strada diventano responsabili dell'IVA in più situazioni.
  3. Registrazione IVA unica – l'OSS si allarga, così meno imprese devono aprire una partita IVA in altri Stati.

Per chi fattura, il primo blocco è quello che cambia il lavoro quotidiano. Il calendario completo è sulla pagina della Commissione europea dedicata a ViDA.

Calendario: le date che contano

📊ViDA in quattro date

DataCosa cambiaChi riguarda in Italia
14 aprile 2025Gli Stati possono imporre la fattura elettronica domestica a determinate condizioniBase giuridica più solida per lo SdI
1° gennaio 2027Chiarimenti sui regimi OSS e IOSSE-commerce verso consumatori UE
1° luglio 2028Fornitore presunto per piattaforme di affitti brevi e trasporto (rinviabile al 2030), registrazione IVA unica, reverse charge obbligatorio per fornitori non identificatiHost, e-commerce, chi vende in altri Stati
1° luglio 2030Fattura elettronica EN 16931 e comunicazione digitale per le operazioni B2B intra-UEOgni partita IVA che compra o vende in UE
1° gennaio 2035I sistemi nazionali di comunicazione devono allinearsi al modello UESdI e FatturaPA

L'Italia parte avvantaggiata, ma non esentata

Lo SdI funziona per le fatture B2B dal 2019 grazie a una deroga del Consiglio, prorogata da ultimo con la Decisione di esecuzione (UE) 2024/3150 fino al 31 dicembre 2027. Con ViDA gli Stati possono imporre la fattura elettronica domestica senza chiedere ogni volta un'autorizzazione, quindi l'obbligo italiano ha una base più stabile.

Il punto debole è il formato. La FatturaPA è uno schema XML nazionale, nato prima della norma europea EN 16931. Lo SdI accetta già fatture UBL e CII per la pubblica amministrazione, ma per il B2B il formato resta FatturaPA. Entro il 2035 il sistema dovrà essere interoperabile con il modello europeo: per le imprese significa che il formato nazionale è transitorio. Le regole attuali dello SdI sono riassunte nella nostra guida alla fattura elettronica e allo SdI.

2030: cosa cambia per chi vende e compra in UE

Oggi un'impresa italiana che vende a un cliente francese o tedesco fa tre cose: emette la fattura, la comunica allo SdI con codice destinatario XXXXXXX (l'esterometro) e, se ne ricorrono i presupposti, presenta gli elenchi riepilogativi Intrastat. Dal 1° luglio 2030 il quadro cambia:

  • la fattura per una cessione o prestazione B2B intra-UE deve essere una fattura elettronica strutturata conforme a EN 16931;
  • va emessa entro dieci giorni dall'operazione, non più con i tempi lunghi della fattura differita;
  • i dati della fattura vengono comunicati in modo digitale all'amministrazione del fornitore e messi a disposizione dello Stato del cliente;
  • la comunicazione per singola operazione sostituisce gli elenchi riepilogativi periodici.

Il cliente estero dovrà poter ricevere un file EN 16931, di norma in UBL o CII e spesso attraverso la rete Peppol. Il rapporto tra Peppol, SdI e il Nodo di Smistamento degli Ordini è spiegato in Peppol in Italia.

ℹ️

Esempio: una srl di Brescia che vende in Baviera

Una srl di Brescia vende componenti a un cliente di Monaco per 18.500 euro al mese, in non imponibilità ex articolo 41 del DL 331/1993. Oggi emette la fattura in FatturaPA, la trasmette allo SdI con codice XXXXXXX, manda al cliente un PDF e compila il modello Intrastat.

Dal luglio 2030 la stessa vendita richiede un'unica fattura EN 16931 entro dieci giorni dalla consegna, leggibile dal software del cliente tedesco, e i dati arrivano alle due amministrazioni senza un elenco a parte. Lavoro in meno, purché il software produca il formato europeo e non solo quello italiano.

2028: piattaforme e registrazione unica

Il pilastro piattaforme interessa chi affitta un appartamento a breve termine tramite un portale: dal 1° luglio 2028 la piattaforma diventa fornitore presunto ai fini IVA quando il prestatore non applica l'IVA, salvo rinvio nazionale fino al 2030. Il terzo pilastro estende l'OSS a più tipi di operazioni, così un'impresa italiana che vende beni dal proprio magazzino in un altro Stato dovrà meno spesso aprire una partita IVA all'estero. Le regole OSS di oggi per chi vende online a consumatori in altri Paesi sono nel nostro articolo su OSS e IOSS per le vendite a distanza.

Cosa fare già adesso

📋Prepararsi a ViDA senza rifare la contabilità

  1. Verificare il software – chiedete se produce e legge, oltre alla FatturaPA, anche fatture EN 16931 in UBL o CII e se è pronto per Peppol.
  2. Pulire l'anagrafica clienti – partite IVA estere verificate in VIES, indirizzi completi, codici corretti. Un validatore non perdona ciò che un lettore umano lascia passare.
  3. Accorciare il ciclo di fatturazione – se oggi fatturate a fine mese con la differita, iniziate a fatturare a ridosso della consegna: dieci giorni sono pochi.
  4. Mappare gli scambi intra-UE – sapere quante fatture emettete e ricevete da altri Stati dice quanto peserà la comunicazione digitale.
  5. Seguire il recepimento – la direttiva va recepita nel diritto italiano e dal 1° gennaio 2027 si applica anche il nuovo Testo unico IVA: le regole operative arriveranno da lì.

Come si colloca Kontevia

Kontevia è in early access. Prepara fatture strutturate secondo EN 16931 ed è predisposto per la rete Peppol; per l'Italia è predisposto per lo SdI con la struttura FatturaPA, senza trasmissione diretta attiva per tutti gli utenti. Ogni cliente UE viene verificato in VIES prima di applicare il reverse charge. Lo stato aggiornato per ogni Paese è nella pagina fatturazione elettronica. L'obiettivo è semplice: chi fattura con Kontevia oggi non deve migrare quando arriveranno le regole del 2030.

Fonti ufficiali

Informazioni di carattere generale, non sostituiscono il parere di un commercialista. Dati verificati al 10 ottobre 2026.

Domande frequenti

Con ViDA cambia la fattura elettronica tra imprese italiane?
Non subito. La fattura via SdI tra soggetti stabiliti in Italia resta com'è. ViDA chiede però che entro il 1° gennaio 2035 i sistemi nazionali come lo SdI si allineino al modello europeo basato sulla norma EN 16931.
Cosa succede alle fatture verso clienti di altri Paesi UE dal 2030?
Dal 1° luglio 2030 le cessioni e prestazioni B2B intra-UE si documentano con una fattura elettronica strutturata conforme a EN 16931, emessa entro dieci giorni, e i dati vengono comunicati in modo digitale all'amministrazione. Gli elenchi riepilogativi Intrastat come li conosciamo vengono sostituiti da questa comunicazione.
Un PDF inviato via e-mail conta come fattura elettronica per ViDA?
No. Per ViDA la fattura elettronica è un file strutturato secondo la norma europea EN 16931, per esempio XML UBL o CII. In Italia questo vale già oggi per le fatture domestiche, che devono essere XML via SdI.
ViDA riguarda chi affitta casa su una piattaforma?
Sì, indirettamente. Dal 1° luglio 2028 le piattaforme di affitti brevi e di trasporto passeggeri su strada diventano fornitori presunti ai fini IVA quando il prestatore non applica l'IVA, con possibilità per gli Stati di rinviare fino al 1° gennaio 2030.

Argomenti:ViDAVAT in the Digital Agefattura elettronica intracomunitariaIntrastatSdIEN 16931

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