OSS e vendite a distanza UE: guida per e-commerce italiani
Un e-commerce italiano che vende a privati in altri Paesi UE applica l'IVA italiana finché le vendite a distanza intra-UE restano entro 10.000 euro l'anno. Oltre la soglia si applica l'IVA del Paese del cliente: con il regime OSS la si dichiara e versa all'Agenzia delle Entrate con una sola dichiarazione trimestrale, senza aprire partite IVA estere.
La soglia di 10.000 euro
Dal 1° luglio 2021 esiste una soglia unica per tutta l'Unione. Si sommano, al netto dell'IVA, due voci:
- le vendite a distanza intracomunitarie di beni a consumatori finali (articolo 41, comma 1, lettera b, e articolo 38-bis del DL 331/1993);
- i servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione resi a privati di altri Stati membri.
Se il totale dell'anno precedente o di quello in corso supera 10.000 euro, l'IVA è dovuta nello Stato del cliente a partire dall'operazione che fa superare la soglia; le vendite precedenti restano con l'IVA italiana. Sotto soglia si può comunque scegliere di applicare l'IVA del Paese di destinazione. La soglia non si applica a chi è stabilito in più Stati membri. Lo spiega l'Agenzia nelle risposte alle domande più frequenti sull'OSS.
Diecimila euro sono pochi: una bottega che spedisce venti ordini al mese da 45 euro in Germania, Francia e Austria la supera in meno di un anno.
Cosa fa il regime OSS
Senza OSS, superata la soglia, servirebbe una partita IVA in ogni Paese in cui si vende. Con l'OSS (One Stop Shop) l'impresa resta in Italia e fa tutto dal portale dell'Agenzia delle Entrate.
📋Regime OSS UE passo per passo
- Iscrizione – dal portale OSS nell'area riservata dell'Agenzia. Per il regime OSS UE la registrazione la fa il soggetto stesso, senza intermediario.
- Fatturazione con l'IVA del cliente – una borsa venduta a Lione porta l'IVA francese, un libro venduto a Vienna l'aliquota ridotta austriaca.
- Dichiarazione trimestrale – entro il 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre e 31 gennaio, con l'imponibile e l'IVA per Stato e aliquota. Va presentata anche se a zero.
- Versamento – entro la stessa scadenza, in euro, con bonifico. Niente F24 e niente compensazione con crediti IVA italiani.
- Archivio – registri delle operazioni OSS dettagliati e conservati per dieci anni, da esibire su richiesta di qualsiasi Stato di consumo.
Le istruzioni ufficiali sono nelle pagine dell'Agenzia sulla dichiarazione IVA OSS e sul versamento. Attenzione a un dettaglio: l'IVA pagata su acquisti all'estero non si detrae nella dichiarazione OSS. Si recupera con la dichiarazione IVA italiana, se riguarda costi italiani, o con il rimborso transfrontaliero.
Cosa copre l'OSS e cosa no
📊OSS UE, OSS non UE e IOSS
| Regime | Per chi | Operazioni | Dichiarazione |
|---|---|---|---|
| OSS UE | Imprese stabilite nell'UE | Vendite a distanza intra-UE di beni, servizi B2C in altri Stati | Trimestrale |
| OSS non UE | Imprese extra-UE | Servizi B2C a consumatori UE | Trimestrale |
| IOSS | Venditori di beni importati | Spedizioni da Paesi terzi fino a 150 euro di valore intrinseco | Mensile |
Restano fuori le vendite B2B a clienti con partita IVA, che seguono le regole delle cessioni intracomunitarie con reverse charge, verifica VIES ed elenchi Intrastat. Restano fuori anche i beni stoccati in un magazzino estero: chi usa il magazzino di un marketplace in un altro Stato ha spesso bisogno di una partita IVA locale, almeno fino all'estensione dell'OSS prevista da ViDA.
IOSS: quando la merce parte da fuori UE
Se vendete prodotti spediti direttamente da un fornitore cinese o britannico a un cliente italiano o europeo, con spedizioni fino a 150 euro, l'IOSS permette di applicare l'IVA al momento dell'acquisto online. Il cliente non paga l'IVA al corriere alla consegna e la merce passa la dogana più in fretta. La dichiarazione è mensile; i venditori extra-UE devono nominare un intermediario stabilito nell'UE, salvo i Paesi con accordi di assistenza reciproca come la Norvegia.
Forfettari e vendite nei Paesi UE
Il regime forfettario (ricavi fino a 85.000 euro nell'anno precedente, uscita immediata oltre 100.000 euro) non applica l'IVA sulle operazioni nazionali. Sulle vendite online a privati UE il quadro è più delicato:
- sotto 10.000 euro le vendite a distanza seguono le regole italiane, quindi il forfettario fattura senza IVA;
- sopra soglia l'IVA è dovuta nel Paese del cliente. L'Agenzia non ha pubblicato un chiarimento esplicito sull'uso dell'OSS da parte dei forfettari: è un passaggio da decidere con il commercialista prima di superare la soglia, non dopo;
- per i servizi acquistati da fornitori UE (pubblicità online, software) il forfettario applica il reverse charge e versa l'IVA italiana senza detrarla, con iscrizione al VIES e invio dell'esterometro tramite SdI.
Dal 1° gennaio 2025 esiste anche la franchigia IVA transfrontaliera (D.Lgs. 180/2024, Direttiva 2020/285): un'impresa italiana con volume d'affari UE fino a 100.000 euro può usare il regime di franchigia di un altro Stato, se quello Stato lo consente e se rispetta la sua soglia nazionale. Si attiva con una comunicazione preventiva all'Agenzia, che assegna un numero con suffisso EX, e richiede una comunicazione trimestrale. Le istruzioni sono nella circolare 13/E del 16 dicembre 2025.
Esempio: pelletteria online a Firenze
Una srl di Firenze vende borse sul proprio sito. Nel 2025 le vendite a privati in altri Paesi UE sono state di 46.000 euro, quindi applica l'IVA del Paese del cliente.
Una borsa venduta a Monaco a 100 euro più IVA tedesca al 19 % costa al cliente 119 euro. A fine ottobre la srl presenta la dichiarazione OSS del terzo trimestre con l'IVA tedesca, francese e spagnola raccolta e paga il totale con un unico bonifico. Le vendite italiane continuano con l'IVA al 22 % nella liquidazione ordinaria.
Gli errori più frequenti
- Calcolare la soglia per Paese invece che sul totale UE.
- Usare l'aliquota italiana dopo il superamento: la differenza resta a carico del venditore.
- Dimenticare la dichiarazione a zero in un trimestre senza vendite estere.
- Pagare con F24 invece che con bonifico, o pagare in ritardo rispetto alla dichiarazione.
- Non conservare le prove del luogo di consegna: indirizzo di spedizione e dati di pagamento servono a dimostrare dove si trovava il cliente.
Cosa cambia con ViDA
Il pacchetto ViDA porta piccoli chiarimenti su OSS e IOSS dal 1° gennaio 2027 e, dal 1° luglio 2028, la registrazione IVA unica: l'OSS si estende ad altre operazioni, compresi i trasferimenti di beni propri verso un altro Stato. Il calendario è sulla pagina della Commissione europea su ViDA e nel nostro approfondimento ViDA per le imprese italiane.
Come vi aiuta Kontevia
Kontevia calcola l'IVA in modo continuo dai documenti e prepara totali delle vendite a distanza già pronti per l'OSS, così il conto rispetto alla soglia e i dati per la dichiarazione trimestrale non si ricostruiscono a fine periodo. Per le vendite B2B verifica la partita IVA del cliente in VIES prima di applicare il reverse charge. La dichiarazione la presentate voi o il commercialista: Kontevia prepara i dati. Le regole IVA applicate sono nella pagina IVA sotto controllo; per controllare una partita IVA estera c'è lo strumento gratuito di verifica partita IVA. Il glossario spiega anche il regime OSS.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – Domande frequenti sul regime OSS
- Agenzia delle Entrate – Dichiarazione IVA OSS
- Agenzia delle Entrate – Versamento IVA OSS
- Agenzia delle Entrate – Nuovo regime IVA per le piccole imprese (franchigia transfrontaliera)
- Commissione europea – VAT in the Digital Age
Informazioni di carattere generale, non sostituiscono il parere di un commercialista. Dati verificati al 10 ottobre 2026.
Domande frequenti
- Quando si supera la soglia di 10.000 euro per le vendite a distanza?
- La soglia è unica per tutta l'UE e si calcola sommando, al netto dell'IVA, le vendite a distanza intra-UE di beni a consumatori e i servizi elettronici, di telecomunicazione e teleradiodiffusione resi a privati di altri Stati. Se nell'anno precedente o in quello in corso si superano 10.000 euro, dall'operazione che fa superare la soglia si applica l'IVA del Paese del cliente.
- Come ci si iscrive al regime OSS in Italia?
- Dal portale OSS dell'Agenzia delle Entrate, nell'area riservata. Per il regime OSS UE l'iscrizione va fatta direttamente dal soggetto, senza intermediario. Poi si presenta una dichiarazione trimestrale entro il 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre e 31 gennaio, anche se a zero.
- L'IVA OSS si paga con F24?
- No. Il versamento dell'IVA dovuta con il regime OSS si fa in euro con bonifico sul conto indicato dall'Agenzia delle Entrate, entro la stessa scadenza della dichiarazione. Non si usa l'F24 e non è ammessa la compensazione.
- Un forfettario può vendere online a clienti di altri Paesi UE?
- Sì, ma sopra la soglia di 10.000 euro l'IVA è dovuta nel Paese del cliente. L'Agenzia delle Entrate non ha pubblicato indicazioni esplicite sull'uso dell'OSS da parte dei forfettari, quindi va valutato con il commercialista, insieme alla nuova franchigia IVA transfrontaliera in vigore dal 2025.
- Cos'è l'IOSS e quando serve?
- L'IOSS è lo sportello unico per le importazioni: riguarda beni spediti da Paesi extra-UE a consumatori UE in spedizioni di valore intrinseco fino a 150 euro. Il venditore applica l'IVA al momento della vendita e la dichiara mensilmente, così il cliente non paga nulla alla consegna.
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