Fattura elettronica e SdI: guida pratica per partite IVA e srl
In Italia ogni fattura tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato passa dal Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate: obbligo generale dal 1° gennaio 2019, esteso a tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024. Una fattura inviata in PDF o fuori dallo SdI si considera non emessa. Qui trovate le regole operative che contano davvero nel 2026.
Come funziona lo SdI, in breve
Lo SdI non è una casella di posta: è un sistema di controllo. Il fornitore trasmette il file XML nel formato FatturaPA, lo SdI esegue i controlli e solo se sono superati recapita la fattura all'indirizzo telematico del cliente. La guida dell'Agenzia delle Entrate (dicembre 2025) elenca i controlli principali:
- presenza dei dati obbligatori previsti dall'articolo 21 o 21-bis del DPR 633/1972;
- esistenza in Anagrafe tributaria della partita IVA del fornitore e della partita IVA o del codice fiscale del cliente;
- compilazione del campo Codice destinatario;
- coerenza tra imponibile, aliquota e imposta (100 euro al 22 % devono dare 22 euro di IVA);
- assenza di duplicati e, se il file è firmato, validità della firma.
I tempi vanno da pochi minuti fino a un massimo di cinque giorni nei momenti di carico elevato. Gli strumenti per trasmettere sono quattro: la procedura web o l'app FatturAE del portale Fatture e Corrispettivi, l'upload del file XML, la PEC all'indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it, oppure un canale SFTP o web service accreditato, quello usato dai software gestionali.
Esclusi dall'obbligo restano pochi casi: i piccoli produttori agricoli esonerati e chi ha chiesto la dispensa dagli adempimenti per le operazioni esenti. Per le prestazioni sanitarie verso consumatori finali vale il contrario: è vietato emettere la fattura tramite SdI.
Codice destinatario, PEC e 0000000
Il campo che genera più errori è l'indirizzo telematico del cliente. Le regole sono tre:
📊Cosa scrivere nel campo Codice destinatario
| Situazione del cliente | Codice destinatario | Cosa succede |
|---|---|---|
| Ha un codice di 7 caratteri del suo provider | il codice comunicato | Consegna al software del cliente |
| Riceve via PEC | 0000000 più PEC destinatario | Consegna alla casella PEC |
| Consumatore finale o nessun indirizzo comunicato | 0000000 | Fattura nell'area riservata del cliente, copia PDF o cartacea consegnata dal fornitore |
| Cliente estero | XXXXXXX | Vale come comunicazione dell'operazione, la fattura al cliente si invia a parte |
| Pubblica amministrazione | codice univoco ufficio di 6 caratteri (IPA) | Consegna all'ufficio della PA |
Conviene registrare il proprio indirizzo con il servizio "Registrazione dell'indirizzo telematico" del portale Fatture e Corrispettivi: l'indirizzo registrato prevale su quello scritto dal fornitore, quindi anche un codice sbagliato in fattura non vi fa perdere documenti. Dallo stesso portale si genera il QR code della partita IVA da mostrare ai fornitori.
Forfettari: cosa cambia in fattura
Per chi è in regime forfettario l'obbligo è arrivato in due tappe: dal 1° luglio 2022 per chi superava 25.000 euro di ricavi, dal 1° gennaio 2024 per tutti. La guida dell'Agenzia indica come compilare la fattura:
📋Fattura elettronica del forfettario, campo per campo
- Regime fiscale – RF19, "Regime forfettario (art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)".
- Righe di dettaglio – aliquota IVA 0 % e natura N2.2, "Non soggette – altri casi".
- Causale – "Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni".
- Professionisti – seconda causale sulla non applicazione della ritenuta d'acconto (art. 1, comma 67, L. 190/2014) e dati della cassa previdenziale, se dovuta.
- Bollo – sopra 77,47 euro si attiva "Bollo virtuale: Sì" e i 2 euro entrano nel totale del documento.
Termini, scarti e mancata consegna
La fattura immediata va trasmessa entro dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione, come ricorda la guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell'esterometro; la fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo. La data in fattura resta quella dell'operazione.
Dopo l'invio arrivano tre possibili ricevute:
- Ricevuta di consegna – la fattura è emessa e il cliente l'ha ricevuta; da quella data decorre la sua detrazione.
- Ricevuta di impossibilità di recapito – la fattura è emessa, ma la PEC era piena o mancava l'indirizzo. Il file è nell'area riservata del cliente, che va avvisato per altre vie: potrà detrarre l'IVA dalla presa visione.
- Ricevuta di scarto – la fattura non esiste. Va corretta e ritrasmessa entro cinque giorni dalla notifica, secondo la circolare 13/E del 2 luglio 2018 e la circolare 14/E del 17 giugno 2019, possibilmente con la stessa data e lo stesso numero e con un nuovo nome file.
Lo scarto più frequente nelle piccole attività è banale: partita IVA del cliente digitata male o cessata. Una verifica preventiva dell'identificativo evita il problema.
Fatture estere: l'esterometro passa dallo SdI
Dal 1° luglio 2022 la comunicazione delle operazioni con soggetti non stabiliti in Italia si fa con documenti XML via SdI. Secondo l'articolo 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 127/2015 su Normattiva:
- per le vendite a clienti esteri, il file con codice destinatario XXXXXXX va inviato nei termini di emissione della fattura;
- per gli acquisti da fornitori esteri, il documento va inviato entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura o di effettuazione dell'operazione.
I tipi documento sono TD17 (integrazione o autofattura per servizi dall'estero), TD18 (beni intracomunitari) e TD19 (beni già presenti in Italia, ex art. 17, secondo comma). Sono escluse le operazioni con bolletta doganale e gli acquisti non rilevanti in Italia fino a 5.000 euro per operazione.
Esempio: una grafica forfettaria a Bologna
Giulia, grafica in regime forfettario a Bologna, emette a una srl di Modena una fattura da 1.200 euro: codice destinatario della srl, RF19, natura N2.2, bollo virtuale. Totale documento 1.202 euro.
Nello stesso mese riceve dall'Irlanda la fattura di una piattaforma pubblicitaria per 300 euro senza IVA. Entro il 15 del mese successivo trasmette un TD17: l'integrazione al 22 % vale 66 euro, che come forfettaria versa con F24 senza poterli detrarre. È la parte dell'esterometro che i forfettari dimenticano più spesso.
Imposta di bollo da 2 euro
Il bollo è dovuto sulle fatture senza IVA (esenti, non imponibili, fuori campo, forfettari) sopra 77,47 euro. L'Agenzia calcola il dovuto trimestrale dai dati delle fatture e lo rende disponibile nel portale. Secondo la guida sull'imposta di bollo (giugno 2026), le scadenze di versamento sono:
📊Versamento del bollo sulle fatture elettroniche
| Trimestre | Scadenza | Rinvio se l'importo è basso |
|---|---|---|
| Primo | 31 maggio | 30 settembre se non supera 5.000 euro |
| Secondo | 30 settembre | 30 novembre se primo e secondo insieme non superano 5.000 euro |
| Terzo | 30 novembre | – |
| Quarto | 28 febbraio (29 negli anni bisestili) | – |
Conservazione a norma
L'articolo 39 del DPR 633/1972 obbliga sia chi emette sia chi riceve a conservare a norma la fattura elettronica. Salvare l'XML su un disco non basta: serve un processo conforme al Codice dell'Amministrazione Digitale. L'Agenzia offre un servizio gratuito di conservazione, attivabile con un'adesione nel portale Fatture e Corrispettivi; in alternativa si usa un conservatore privato.
Cosa sta cambiando
Le specifiche tecniche della FatturaPA sono alla versione 1.9.1, utilizzabile dal 15 maggio 2026 secondo la pagina dell'Agenzia sulla fatturazione elettronica; le versioni recenti hanno introdotto il tipo documento TD29 per la comunicazione di omessa o irregolare fatturazione e il regime RF20 per la franchigia IVA transfrontaliera. Dal 1° gennaio 2027 si applica il nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), che riordina le norme senza cambiare la sostanza dell'obbligo. Sul piano europeo, il pacchetto ViDA rende la fattura strutturata la regola anche per gli scambi intra-UE dal 2030: ne parliamo in ViDA e l'IVA nell'era digitale.
Come vi aiuta Kontevia
Kontevia è in early access ed è predisposto per lo SdI: prepara le fatture nella struttura FatturaPA con tipi documento e codici natura italiani, legge le fatture XML ricevute e le registra dai dati strutturati, verifica la partita IVA dei clienti e tiene una copia non modificabile di ogni documento. La trasmissione diretta allo SdI non è ancora attiva per tutti gli utenti: oggi il file si trasmette con il proprio canale o dal portale dell'Agenzia. I dettagli sono nella pagina fatturazione elettronica; il piano Professional da 29 euro al mese più IVA include la predisposizione per i sistemi nazionali.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – Fatturazione elettronica
- Guida "La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell'Agenzia delle Entrate" (dicembre 2025)
- Guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell'esterometro (v1.10)
- L'imposta di bollo sulle fatture elettroniche
- D.Lgs. 127/2015, articolo 1 (Normattiva)
- FatturaPA – sito ufficiale
Informazioni di carattere generale, non sostituiscono il parere di un commercialista. Dati verificati all'11 ottobre 2026.
Domande frequenti
- Il forfettario deve fare la fattura elettronica?
- Sì. Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo vale per tutti i forfettari, senza soglia di ricavi. In fattura si indica il regime fiscale RF19, aliquota 0 % con natura N2.2 e la dicitura che richiama l'articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014. Sopra 77,47 euro si aggiunge il bollo virtuale da 2 euro.
- Cosa metto nel codice destinatario se il cliente non me lo comunica?
- Si indica 0000000. Se il cliente ha una PEC, la si inserisce nel campo PEC destinatario. Se non c'è né codice né PEC, lo SdI mette la fattura a disposizione nell'area riservata del cliente e il fornitore gli consegna una copia in PDF o cartacea. Per i clienti esteri si usa XXXXXXX.
- Entro quanto devo rimandare una fattura scartata dallo SdI?
- Una fattura scartata si considera non emessa. Secondo la circolare 13/E del 2 luglio 2018, confermata dalla circolare 14/E del 2019, va ritrasmessa entro cinque giorni dalla notifica di scarto, preferibilmente con la stessa data e lo stesso numero, cambiando solo il nome del file.
- Come si comunicano le fatture ricevute da fornitori esteri?
- Con un documento via SdI di tipo TD17 per i servizi, TD18 per i beni intracomunitari e TD19 per i beni già in Italia, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura o di effettuazione dell'operazione. È il cosiddetto esterometro, inviato tramite SdI dal 1° luglio 2022.
- Basta salvare le fatture XML sul computer?
- No. Chi emette e chi riceve una fattura elettronica deve conservarla a norma secondo il Codice dell'Amministrazione Digitale. L'Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione nel portale Fatture e Corrispettivi, da attivare con un'adesione.
Argomenti:fattura elettronicaSdIfattura elettronica forfettaricodice destinatarioesterometroimposta di bolloconservazione sostitutiva
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